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L’eredità Maya di Copán

Copán Ruinas, Honduras, San Pedro Sula

Le rovine di Copán sono situate nella parte occidentale dell’Honduras, vicino al confine col Guatemala. Questo sito archeologico è uno dei più emblematici e fonte di numerose informazioni sulla presenza della civiltà Maya nella zona. Situate nella parte sud di quella che conosciamo come la “Rotta Maya “, le rovine di Copán raggiunsero il massimo splendore tra il secolo V e IX dopo Cristo e furono dichiarate dall’UNESCO patrimonio dell’umanità nel 1980.

Il testo scritto più lungo del mondo

Uno degli elementi più significativi del Sito  Archeologico di Copán è la Scala Geroglifica. Questa scalinata contiene il testo scritto più lungo al mondo, con più di duemila segni e glifi che identificano la cultura Maya.Nonostante non sia ancora stato decifrato nella sua totalità, molti studiosi affermano che il testo narri la storia dinastica della città.La scala è realizzata in tufo, materiale che si presta molto ad essere scolpito ma è  altrettanto soggetto all’erosione. Per questa ragione da diversi anni la scala viene tenuta coperta da un telo che la ripara dagli agenti atmosferici.

I Maya utilizzavano già lo stucco

Per conservare le incisioni sulle loro sculture, i maya utilizzavano lo stucco. Grazie a questo materiale possiamo infatti  godere ancora oggi delle scritte presenti per esempio sulla scalinata geroglifica.

La relazione tra lo stucco, la deforestazione e l’abbandono di Copán

Lo stucco è un impasto finissimo composto da calce, marmo polverizzato, gesso e pigmenti naturali. Per riscaldare lo stucco necessario per costruire un metro quadrato della città, i Maya dovevano bruciare più di venti alberi. Per ricoprire di stucco una sola piramide, dovevano tagliare tutti gli alberi su una superficie di 6,5 chilometri quadrati.I Maya ricoprivano di stucco praticamente tutto e questo provocò la deforestazione e l’impoverimento del terreno che li obbligò ad abbandonare le proprie città.

In realtà furono molte le culture che scomparvero per questa ragione. La deforestazione per costruire imbarcazioni, città o per procurarsi combustibile era all’ordine del giorno e portò inevitabilmente a cambi climatici antropogenici.

Copán Ruinas, Honduras, Mayas, Pirámide

Guacamayos, volatili sacri

Nell’antichità i guacamayos erano considerati volatili sacri dato che le loro piume colorate rappresentavano la purezza dei tre colori base della luce solare: rosso, azzurro e giallo, che a loro volta simboleggiavano lo spirito del Dio Sole.

Sport, il gioco della Pelota

Il  “Gioco della Pelota o ” Gioco della Palla “chiamato anche Pokyan, si praticava in un campo formato da un corridoio centrale e due pareti parallele inclinate e posizionate l’una di fronte all’altra. In cima a queste pareti erano collocati degli anelli di pietra dove i partecipanti dovevano infilare la palla semplicemente spingendola con gomiti, ginocchia e fianchi e senza farla mai cadere a terra. I partecipanti venivano selezionati tra i migliori guerrieri e si crede che rappresentassero le divinità dentro al campo.

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Il maggior numero stele monumentali come in nessun altro luogo

Le stele sono dei monoliti di pietra dipinti di colore rosso, ricoperti di stucco e che avevano tre funzioni: storica, cronologica e astronomica. In ambito astronomico i maya utilizzavano le stele come dei misuratori che stabilivano in maniera piuttosto esatta le stagioni, i cambi climatici ed il movimento della terra.

Si utilizzavano come orologi solari in quanto grazie all’ombra prodotta, si poteva prevedere i solstizi, gli equinozi, il momento della semina o del raccolto o la stagione delle piogge. Il tutto con un fine agricolo.

Alcune stele che puntano verso est raffigurano il viso di una giovane persona e simboleggiano l’inizio di un nuovo giorno. Invece quelle rivolte con il viso ad ovest, raffigurate con lo stesso volto però con barba, rappresentavano il termine della giornata.

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Copán, la Parigi del mondo Maya

Copán, chiamata anche la Parigi del mondo Maya è ricca di sculture. Nessuno ha potuto stabilire con esattezza dove fossero collocate.Infatti gli archeologi che si sono susseguiti nel corso degli anni, le hanno denominate con il termine “SDS” che significa “Solo Dios Sabe”(Solo Dio lo sa).

Sepoltura dei defunti in casa

La singolarità dello stile di vita della civiltà Maya porta a non sorprendersi per alcune delle loro abitudini. Per esempio era consuetudine seppellire i defunti nella stessa casa dove avevano vissuto.

Copán si trova a tre ore di auto da San Pedro Sula, dove operiamo dallo scorso 27 aprile con un Airbus 330-200; aereo con una capacità di 275 passeggeri in economy e di 24 in classe Business.

Questo volo opera con una frequenza alla settimana. La partenza da Madrid avviene la notte tra il mercoledì e il giovedì alle h. 01:35 del mattino. Il volo di ritorno parte invece da San Pedro Sula parte alle h. 10:25 per atterrare a Madrid Adolfo Suarez Barajas alle h.5.15 del mattino successivo.

Prossima destinazione Honduras!

 

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